
SEMO ROMANI
Poesia, cultura dialettale e tradizione romana a Santa Maria Regina Mundi
A Torre Spaccata la lingua di Pascarella e Trilussa è da sempre di casa: non solo per le vie del quartiere dedicate ai grandi autori romani, ma per la viva passione di Padre Lucio Zappatore, cultore del dialetto e promotore di numerose iniziative culturali.
Insignito nel 2007 del titolo di Socio Onorario del Centro Culturale "Giuseppe Gioachino Belli" e vincitore nel 2008 del 1° premio al concorso letterario Ibiskos, Padre Lucio — insieme alla collaborazione con il Centro Romanesco Trilussa e l'associazione A.P.C.T. — ha portato nel quartiere serate di poesia e spettacoli con artisti del calibro di Giorgio Onorato, Giovanni Gigliozzi e i Menestrelli de’ Roma.
I Concorsi Parrocchiali di Poesia Dialettale
Di seguito la raccolta completa delle edizioni del concorso di poesia in dialetto romanesco organizzato dalla nostra parrocchia:
Lo storico incontro con
San Giovanni Paolo II
Il 26 febbraio 2004, durante l'udienza d'inizio Quaresima rivolta al clero romano, Padre Lucio invitò cordialmente il Papa a pronunciare qualche parola in dialetto. Rispondendo al saluto, Giovanni Paolo II congedò i parroci pronunciando le celebri battute:
«Dàmose da fa... Volèmose bbene... Semo romani...»
Tra fragorosi applausi, il Papa aggiunse scherzando: «Non ho imparato il romanesco: vuol dire che non sono un buon Vescovo di Roma...», lasciando la frase sospesa tra l'ironia e l'affetto verso la città.

Le poesie di Padre Lucio
‘Na finestra su ner celo
(Composta in occasione dei funerali di San Giovanni Paolo II, ispirata all'omelia del Card. Ratzinger dell'8 aprile 2005)
Dio, che pace, che luce: finarmente
so’ giunto anch’io quassù. Ma sai ch’edè?
Me sento ancora preso co’ la mente
a guardà giù, p’annà a vedè che c’è.
Famme aprì ‘sta finestra: giù se sente
un bisbijo de canti e nun zocchè.
Anvedi là a San Pietro quanta gente
che sta a fa er funerale proprio a me!
L’ho cercati p’ er monno da quer dì:
per cui se spiega come a sta magnera,
li giovani mo stanno tutti lì.
Ma senti er Cardinale che sta a dì:
com’ha fatto a vedemme da la tera
affacciato ‘n finestra a bbenedì?
Madonna Fiumarola
(Composta il 3 febbraio 2007 per l'aggregazione all'Arciconfraternita della Madonna del Carmine di Trastevere)
Madonna fiumarola sei tornata
a score longo er Tevere: che incanto!
Me pari 'na reggina incoronata,
che ciaricopri tutti cor tu' manto.
Su li ponti e a le sponne arrampicata
la gente te se strigne sempre accanto.
Mentre le barche t'hanno circonnata,
dar fiume sale 'na preghiera e un canto.
Ariccoji ner Fiume a tutte l'ora,
le pene, li penzieri disperati:
Tu senti tutti, ricchi e chi è in malora.
Quanno che passi tu semo incantati:
er core sembra guasi sortì fora,
mentre che l'occhi resteno 'nzuppati.
Madonna de noantri,
che drento ar Fiume t'hanno aripescata,
dacce 'na mano a noi e puro all'antri!